Una foto da scrivere

 

 Vincitori e finalisti 2018 

 

 

    CONCORSO DI SCRITTURA CREATIVA: “UNA FOTO DA SCRIVERE”

SECONDA EDIZIONE

Premessa
Sono molti i linguaggi con cui l’uomo può esprimersi, questo concorso ruota attorno a quello della poliedrica lettura di una foto che si faccia scrittura. Tra queste due ultime pratiche, la prima sta sempre più diventando un’urgenza, perché dai media e dai social siamo ormai sommersi da immagini che per quantità e qualità spesso generano una sorta di apatia dell’anima. Proprio per tale motivo sarebbe necessario trovare il tempo e il modo per imparare a decodificare almeno immagini come quelle proposte, così da scoprire in esse una possibile espressione dell’essere, che dalla visione può mutarsi in altro e nel nostro caso in scrittura. Pertanto, parafrasando la Morante, che con slancio ottimistico e rivoluzionario pensò a un mondo salvato dai ragazzini, ossia dai “felici pochi” che mantengono la coscienza e il senso della bellezza, come istituzione scolastica ci prefiggiamo di offrire a giovani discenti un’occasione di crescita culturale e intimistica.
Lasciare un segno di sé, narrare e tessere sottili relazioni con un lettore ideale è un’esperienza antica quanto il mondo, ma soprattutto è un percorso di ricerca, senza il quale l’uomo non si sarebbe mai evoluto e non avrebbe mai creato nulla di fondante. Ecco perché è importante dare il giusto spazio alla lettura e alla scrittura come strumenti con cui crescere, stimolando la creatività e recuperando la fissità della memoria. Tali obiettivi sono stati accolti anche dal Club Fotografico Lentini “I Lestrigoni” che, dopo i soddisfacenti risultati della passata edizione, ha messo a disposizione del progetto una selezione delle fotografie di alcuni soci, speranzosi che il valore formativo di questa opportunità possa ancora avere una importante eco tra i ragazzi.
Una fotografia è l’insieme delle regole di composizione di un’immagine, è quello che Roland Barthes  definì studium, ossia l’insieme degli elementi che la compongono, ma è anche un flusso di informazioni, emozioni e pungoli, tutti convergenti verso un punctum, ossia lo spazio dell’inconscio in cui la fotografia agisce sull’osservatore, spesso fino a condurlo addirittura a una conoscenza più approfondita di se stesso, a volte passando per la memoria del passato altre zigzagando per le pieghe dell’anima. Pertanto, trasferendo dalla fotografia alla scrittura il pensiero di Augusto Pieroni, critico dell’arte contemporanea e saggista della fotografia, ci auguriamo di fornire agli alunni che accoglieranno questa sfida un possibile locus della mente in cui scoprirsi «autori pieni di complessità e libertà, nozioni e intenzioni, consapevolezze e spericolatezze» .

Le finalità
A partire da queste considerazioni, speriamo che le fotografie raccolte e offerte ai nostri giovani osservatori si possano prestare a divenire poesia o prosa. Spesso la prima nasce all’improvviso, proprio come una fotografia, a volte basta un’immagine arrivata come un lampo perché da tale visione la poesia affiori ora in verso libero ora in rima. Il racconto, invece, può nascere da un’emozione legata a un’idea, dunque esso è anche costruzione e evoluzione temporale; ma non c’è foto che non contenga e riveli anche un aspetto del tempo, quello che i Greci chiamavano kairòs, il quale può svilupparsi in quello della narrazione al ritmo della magia dell’inventio.
Al fine di stimolare ulteriormente la creatività dei ragazzi, in via sperimentale, saranno ammessi anche poesie e racconti legati a foto realizzate esclusivamente dagli alunni, che per le stesse potranno usare tanto il cellulare quanto una macchina fotografica, consapevoli che questi mezzi possono essere usati come lo scrittore fa con la penna, ossia per narrare e creare legami con il suo lettore, rivelando scelte significative e consapevoli. L’augurio che rivolgiamo ai potenziali fotoscrittori, infatti, è che attraverso la fotografia possano accorgersi di cose che prima non avevano mai notato, fino ad emozionarsi ed emozionare e, infine, “guardare” pensando già di convertire una visione in una dimensione letteraria. Pertanto, al fine di coinvolgere gli studenti in modo più seduttivo, invitiamo i docenti che supporteranno questo concorso a: veicolarne i contenuti, a elaborare laboratori di scrittura creativa, a creare gruppi di lettura e a fare rete dentro e fuori al proprio istituto.