Una foto da scrivere

CONCORSO DI SCRITTURA CREATIVA: “UNA FOTO DA SCRIVERE”
Il concorso si prefigge di avvicinare le giovani generazioni alla scrittura attraverso la sollecitazione delle immagini. I più grandi scrittori si sono cibati di visioni che, decantate nella loro anima, sonodiventate parole, descrizioni, narrazioni, evocazioni. Oggi visioni similari scorrono sotto i nostri occhi spesso troppo velocemente, tanto che non sempre riusciamo ad apprezzarle cogliendone l’intimo significato.Grazie alla collaborazione con il Club Fotografico Lentini “I Lestrigoni”, l’I.C. “G. Marconi” offre agli studenti dell’interland la possibilità di osservare una raccolta di foto selezionate con lo scopo disuscitare emozioni o anche solo di solleticare la fantasia, augurandosi che possano pian piano diventare una fucina di idee con cui dare un’altra forma a ciò che è già un linguaggio ben codificato. Una fotografia, infatti, è l’insieme delle regole di composizione di un’immagine, è quello che Roland Barthes definì studium, ossia l’insieme degli elementi che la compongono, ma è anche un flusso di informazioni, emozioni e pungoli, tutti convergenti verso un punctum, ossia lo spazio dell’inconscio in cui la fotografia agisce sull’osservatore, spesso fino a condurlo addirittura a una conoscenza più approfondita di se stesso, a volte passando per la memoria del passato altre zigzagando per le pieghe dell’anima. Non a caso Ferdinando Scianna, un famoso fotografo siciliano di profonda sensibilità e cultura umanistica, ha sempre sostenuto che tra fotografia e scrittura c’è un’insita circolarità; per lui la fotografia è un linguaggio capace di contenere una potenzialità esplosiva di pensiero e di costruzione, e questo perché essa non racconta solo la superficie visibile di ciò che si guarda.                                                                                                                                                                                               

Le finalità

A partire da queste considerazioni, speriamo che le fotografie raccolte e offerte ai nostri giovani osservatori si possano prestare a divenire poesia o prosa. Spesso la prima nasce all’improvviso, un’emozione legata a un’idea, dunque esso è anche costruzione e evoluzione temporale; ma non c’è foto che non contenga e riveli anche un aspetto del tempo, quello che i Greci chiamavano kairòs, il quale può svilupparsi nel tempo della narrazione al ritmo della magia dell’inventio. Pertanto al fine di coinvolgere gli studenti in modo più seduttivo, invitiamo i docenti che supporteranno questo concorso a: veicolarne i contenuti, a elaborare laboratori di scrittura